{"id":3917,"date":"2024-09-09T16:21:42","date_gmt":"2024-09-09T16:21:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.milanintour.com\/?p=3917"},"modified":"2024-09-09T16:23:21","modified_gmt":"2024-09-09T16:23:21","slug":"santa-maria-delle-grazie-e-il-cenacolo-di-leonardo-beni-unesco-e-di-tutti-noi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.milanintour.com\/it\/notizie\/santa-maria-delle-grazie-e-il-cenacolo-di-leonardo-beni-unesco-e-di-tutti-noi\/","title":{"rendered":"Santa Maria delle Grazie e il Cenacolo di Leonardo: beni UNESCO e di tutti noi"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; custom_padding=&#8221;|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; custom_padding__hover=&#8221;|||&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.16&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<span style=\"font-weight: 400;\">Considerata una tra le pi\u00f9 belle chiese d\u2019Italia e punto di riferimento obbligatorio dell\u2019<\/span><b>architettura rinascimentale milanese<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, la chiesa di Santa Maria delle Grazie \u00e8 legata al nome di <\/span><b>Leonardo da Vinci<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> e a quello di <\/span><b>Donato Bramante<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Viene considerata chiesa, basilica e santuario, appartenente all&#8217;<\/span><b>Ordine Domenicano<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> e facente capo alla parrocchia di S. Vittore al Corpo di Milano.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 classificata come <\/span><b>patrimonio dell&#8217;umanit\u00e0 dell&#8217;Unesco<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, insieme al Cenacolo di Leonardo da Vinci, che si trova nel refettorio del convento.<\/span><\/p>\n<h2><span style=\"font-weight: 400;\">Santa Maria delle Grazie: storia e origini<\/span><\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel 1463 il duca di Milano Francesco I Sforza decise di far costruire, su progetto di Guininforte Solari, un convento domenicano e una chiesa sul terreno donato dal conte Gaspare Vimercati (capitano delle truppe di Francesco Sforza) ai domenicani, nel luogo dove si trovava una piccola cappella dedicata della Madonna delle Grazie, dalle forme originariamente gotico-lombarde, che viene quindi inglobata nella chiesa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La chiesa fu quindi concepita in <\/span><b>stile gotico lombardo<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> con la facciata a capanna, gli oculi, le monofore e l\u2019utilizzo del mattone tipico locale, realizzato con sabbia di fiume e argilla, cotto in fornace.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Negli anni 80 del 1400 il duca\u00a0 Ludovico il Moro Sforza decide di trasformare la chiesa nel mausoleo di famiglia, seguendo il nuovo stile rinascimentale fiorentino.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Grazie all\u2019amicizia tra gli Sforza a Milano e i Medici a Firenze, due grandi artisti arrivano quindi a Milano, Donato Bramante quale architetto e Leonardo da Vinci quale ingegnere. Si apre cos\u00ec un momento magico della storia dell\u2019arte e del costume milanese che ancora oggi si racconta con emozione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel 1492 Bramante, avvia la costruzione della nuova tribuna con la grandiosa cupola, ricoperta dal tiburio,\u00a0 seguita dalla sagrestia vecchia e dal chiostro piccolo, e pi\u00f9 tardi dalla sagrestia nuova e dal chiostro grande.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Mentre nel 1495 a Leonardo, e all\u2019artista Donato Montorfano, viene affidato l\u2019incarico per la realizzazione degli affreschi sulle pareti del refettorio dei monaci: Leonardo sceglie di rappresentare <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">l\u2019Ultima Cena<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> mentre il Montorfano sceglie la <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Crocifissione<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, quindi rispettivamente l\u2019inizio e la fine della Passione di Cristo. Ecco nascere il <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Cenacolo<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il Moro decise di fare delle Grazie il <\/span><b>luogo di sepoltura degli Sforza<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> e secondo le sue indicazioni Cristoforo Solari realizza il coperchio del sepolcro di Ludovico e di sua moglie, Beatrice d\u2019Este, da collocare al centro del coro.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Beatrice muore nel 1497 e viene qui sepolta, ma il programma del Moro non \u00e8 portato a termine, perch\u00e9 il suo ducato cade due anni dopo. I lavori si fermano, ma vengono comunque completati e si salvano la tribuna, la sagrestia e l\u2019Ultima Cena, terminata nel 1498.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il monumento funebre di Ludovico il Moro e sua moglie Beatrice d\u2019Este \u00e8 conservato alla Certosa di Pavia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Dal 1553 al 1778 il convento divenne <\/span><b>sede del tribunale dell\u2019Inquisizione<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> e successivamente, dopo le distruzioni napoleoniche, vi prese posto una caserma.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel 1934-37 tutto l\u2019edificio fu consolidato e restaurato sotto la direzione di Piero Portaluppi ma i bombardamenti del\u00a0 15 agosto 1943\u00a0 colpirono il retro della chiesa e il convento: si salvarono solo pochi muri, tra cui fortunatamente quello che ospitava il Cenacolo e quello della Crocifissione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nonostante le terribili devastazioni subite, la chiesa \u00e8 potuta tornare all\u2019antico splendore grazie all\u2019intraprendenza e allo spirito di iniziativa dei milanesi, il cui impegno ha consentito il recupero delle preziose opere d\u2019arte conservate nella chiesa, divenuta oggetto di tutela dell\u2019UNESCO.<\/span><\/p>\n<h2><span style=\"font-weight: 400;\">Santa Maria delle Grazie: architettura e struttura<\/span><\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Su un\u2019ampia piazzetta si apre la chiesa che consta di <\/span><b>due organismi distinti<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">un <\/span><b>corpo anteriore<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> del Solari, di stile romanico-gotico<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">la retrostante <\/span><b>tribuna <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">del Bramante.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<h3><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019esterno<\/span><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Molto interessante per il visitatore \u00e8 proprio ammirare la <\/span><b>variet\u00e0 stilistica del rivestimento esterno<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, caratterizzato dal tipico gotico lombardo per la facciata e il corpo,\u00a0 e\u00a0 con una variet\u00e0 di elementi rinascimentali (ordini sovrapposti, loggette, trabeazioni, moduli quadrangolari) per la parte absidale con la tribuna Bramantesca.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Una <\/span><b>fusione armonica delle varie parti dell\u2019edificio<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">: uno sviluppo grandioso dello spazio interno e un effetto monumentale di quello esterno.<\/span><\/p>\n<h3><span style=\"font-weight: 400;\">La Sacrestia Vecchia<\/span><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Dalla parte posteriore esterna della chiesa, oppure dall\u2019interno dopo la visita alla splendida tribuna Bramantesca e il coro ligneo, si accede al chiostro piccolo, detto delle rane, per la celebre fontana posta al centro, luogo di meditazione e silenzio per i monaci e\u00a0 di grande impatto per il visitatore che ammira da sempre l\u2019opera del Bramante.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Dal chiostro si apre il portale d\u2019ingresso della sagrestia, spesso chiusa ai visitatori: un portone a battenti lignei sormontato da una lunetta monocroma del Bramantino raffigurante la Madonna col Bambino tra i Ss. Giacomo e Luigi IX di Francia, purtroppo ormai in condizioni pi\u00f9 che precarie.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Entrando ci si trova in un vano rettangolare con abside semicircolare. Sono bellissime le due lunghe file di<\/span><b> armadi<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> lignei quattrocenteschi dedicati a custodire gli<\/span><b> arredi sacri<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> che ricoprono senza interruzione la base delle due pareti maggiori.<\/span><\/p>\n<h3><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019interno<\/span><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019interno a <\/span><b>tre navate<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> (63 metri di lunghezza per 30 di larghezza) con una copertura a volte a crociera con costoloni, presenta 14\u00a0 cappelle laterali a pianta quadrata; suggestive decorazioni a graffito adornano le volte a crociera con le figure dei santi domenicani.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">In fondo a sinistra si trova la cappella di preghiera originale, dedicata a santa Maria delle Grazie e inglobata all\u2019inizio della costruzione della chiesa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nella lunetta corrispondente all\u2019ingresso della cappella si trova una grande composizione a stucco, Madonna del Rosario con S. Domenico, S. Caterina e devoti (1632) che indica e ricorda il luogo principale da cui origina tutto il complesso architettonico. Sulla lunetta possiamo ammirare una tela del Cerano del 1631 raffigurante la Madonna delle Grazie che libera Milano dalla peste. All\u2019interno della cappella, sul suo altare seicentesco \u00e8 posta una tavola pre-leonardesca raffigurante la Madonna delle Grazie, la Vergine che accoglie sotto il manto la famiglia del conte Vimercati, di scuola lombarda del \u2018400.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">E proprio in questo punto si apre la tribuna Bramantesca.<\/span><\/p>\n<h3><span style=\"font-weight: 400;\">La Tribuna Bramantesca<\/span><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Questo straordinario spazio, costruito sul <\/span><b>modulo del cerchio inscritto nel quadrato<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, <\/span><b>inscritto nell\u2019ottagono<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, richiama i grandi valori classici e l\u2019origine della cristianit\u00e0. Pur inserendosi armoniosamente nell\u2019intero organismo della chiesa, si distacca in modo netto e preciso dallo stile prettamente gotico delle navate, senza transetto, e trasmette ancora oggi una forte emozione al visitatore.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Bramante concepisce la tribuna come uno <\/span><b>spazio cubico<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, delimitato da quattro poderosi archi a tutto sesto, decorati a graffito e culminanti con una grande <\/span><b>cupola emisferica<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, la prima cupola rinascimentale a MIlano.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ai quattro lati in alto sono raffigurati, nei tondi, i <\/span><b>Quattro Dottori della Chiesa<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">:\u00a0 sant\u2019Ambrogio e sant\u2019Agostino con la Mitra, il papa Gregorio Magno con la Tiara e san Gerolamo con il Pastorale.<\/span><\/p>\n<h3><span style=\"font-weight: 400;\">Il Coro<\/span><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La tribuna ci regala <\/span><b>uno dei pi\u00f9 bei cori lignei a intarsio del rinascimento<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Sulle pareti del coro\u00a0 sono raffigurate sei grandi figure di Santi domenicani a intarsio: a sinistra S. Domenico e S. Giovanni Battista; accanto da solo S. Pietro Martire. A destra S. Tommaso d\u2019Aquino e S. Paolo; da solo Vincenzo Ferreri. Tramite una porticina usciamo nel chiostrino delle rane.<\/span><\/p>\n<h2><span style=\"font-weight: 400;\">Il Cenacolo di Leonardo<\/span><\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">A sinistra della facciata, si accede allo spazio originale del refettorio, dove \u00e8 possibile ammirare la celebre \u201c<\/span><b><i>L\u2019Ultima Cena<\/i><\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u201d conosciuta anche come \u201cIl Cenacolo\u201d di Leonardo, iniziata nel 1495 e terminata nel 1498 di grandi dimensioni (altezza 4.60 metri \u2013 lunghezza 8.80 metri) e impatto emotivo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il dipinto fu realizzato da Leonardo su commissione di Ludovico il Moro per il <\/span><b>refettorio del convento della chiesa dominicana<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019episodio evangelico \u00e8 rappresentato nel momento drammatico in cui il Cristo, riunito con i discepoli per festeggiare la Pasqua ebraica, annuncia: \u201cuno di voi mi tradir\u00e0\u201d. Da qui, i moti dell\u2019animo dei discepoli, le splendide espressioni dei volti, il movimento dei corpi e delle mani che sembrano vibrare agli occhi del visitatore coinvolgendolo nell&#8217;attimo eterno.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Diversamente dalla tradizione che vede Ges\u00f9 circondato dai discepoli, l\u2019artista sceglie di rappresentare Ges\u00f9 al centro della scena, dietro alla tavola rettangolare con la tovaglia bianca, simbolo di purezza, il pane e il pesce,\u00a0 simboli di cristianit\u00e0, mentre intorno si agitano gli apostoli, raggruppati in 4 gruppi da 3.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La figura di Cristo\u00a0 ha il capo reclinato, gli occhi socchiusi e la bocca appena socchiusa, come se avesse appena finito di pronunciare la fatidica frase, in un gesto di quieta rassegnazione e costituisce l\u2019asse centrale della scena compositiva.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Vediamo gli apostoli, da sinistra a destra,\u00a0 brevemente nel dettaglio:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">Primo gruppo : Bartolomeo, Giacomo il giovane, Andrea con le mani alzate in segno di negazione personale al tradimento annunciato<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">Secondo gruppo: Giuda, Pietro e Giovanni Evangelista; Pietro impugna un coltello nella mano destra e, chinandosi impetuosamente in avanti, con l\u2019altra mano si appoggia sulla spalla di\u00a0 Giovanni chiedendogli &#8220;D\u00ec, chi \u00e8 colui a cui si riferisce?&#8221; (Gv. 13,24)\u00a0<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><b>Giuda<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, davanti a lui, stringe la borsa con i soldi (&#8220;tenendo Giuda la cassa&#8221; si legge in Gv. 13,29), indietreggia con aria colpevole e nell\u2019agitazione rovescia la saliera. Giovanni evangelista, il pi\u00f9 giovane degli apostoli con capo chinato ascolta Pietro<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">Ges\u00f9 al centro<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">Terzo gruppo: Giacomo il Maggiore con le braccia aperte in segno di incredulit\u00e0, Tommaso con il dito alzato verso il cielo, Filippo porta le mani al petto, protestando la sua devozione e la sua innocenza.<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">Quarto gruppo: Matteo, Taddeo e Simone lo Zelota che esprimono con gesti concitati il loro smarrimento e la loro incredulit\u00e0 a ci\u00f2 che hanno appena sentito.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Da non dimenticare:\u00a0 le tre finestre che lasciano intravedere\u00a0 la luce del tramonto, richiamo alla trinit\u00e0,\u00a0 e il paesaggio, il contatto con il divino, l\u2019apertura ad una nuova visione del rapporto tra essere umano e natura, tipico del rinascimento.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Attraverso gli espedienti prospettici dipinti da Leonardo (la quadratura del pavimento, il soffitto a cassettoni, le pareti laterali) si ottiene l\u2019effetto prospettico al massimo della perfezione ed estremamente coinvolgente per il visitatore. Leonardo fissa il punto di fuga con un chiodo, ritrovato dal team di restauro, proprio sulla fronte di Ges\u00f9.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Un altro elemento\u00a0 importante \u00e8 la porta, ora murata, che dava accesso alla cucina; proprio i vapori della cucina furono l\u2019inizio del deterioramento del dipinto, per il quale furono resi necessari numerosi interventi di restauro culminati nell\u2019eccellenza del lavoro del team di Pinin Brambilla Barcilon durato 20 anni dal 1979 al 1999, che ci restituisce oggi la bellezza del pensiero leonardesco.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019Ultima Cena si colloca <\/span><b>tra le opere d\u2019arte pi\u00f9 importanti di tutti i tempi<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, sia per la sua carica innovativa che per l\u2019impatto che ebbe sugli artisti di tutte le epoche. Leonardo intendeva appunto rappresentare i \u201cmoti dell\u2019animo\u201d degli apostoli sorpresi e sconcertati all\u2019annuncio dell\u2019imminente tradimento di uno di loro.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Da subito l\u2019opera suscit\u00f2 ammirazione, al punto che Ludovico regal\u00f2 a Leonardo la vigna per la coltivazione del vino Malvasia, oggi ritrovata nel Palazzo degli Atellani, laterale alla chiesa.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Necessario sapere che Leonardo, intenzionato a sperimentare nuove tecniche, non dipinse a \u201cbuon fresco\u201d,tecnica dell\u2019affresco, normalmente utilizzata per la pittura sul muro, ma semplicemente tempera mista ad olio posta sull\u2019intonaco asciutto, rendendo cos\u00ec possibile allungare i tempi dell\u2019esecuzione, creando splendide sfumature e giochi di luci e ombre estremamente delicati.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nella parete di fronte si nota l\u2019affresco della<\/span><b> \u201cCrocifissione\u201d<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, firmata da Giovanni Donato Montorfano (1495-97), sotto la quale Leonardo dipinse i ritratti dei duchi con i figli (Ludovico, Beatrice, Massimiliano e Francesco II) oggi scomparsi. La scena si svolge\u00a0 Gerusalemme e presenta la croce di Ges\u00f9 al centro con i 2 ladroni. Qui sono ben evidenti: al centro, la Maddalena piangente che abbraccia la croce di Ges\u00f9, in basso a destra\u00a0 i soldati che giocano ai dadi il mantello di Ges\u00f9, e in basso a sinistra lo svenimento di Maria, inoltre i due ladroni crocifissi.<\/span><\/p>\n<h3><span style=\"font-weight: 400;\">La visione di Dan Brown<\/span><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019autore del libro \u201c<\/span><b>Il Codice da Vinci<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u201d parte dal presupposto che Maddalena non fosse una prostituta, ma la compagna di Ges\u00f9 dal quale ebbe una figlia dalla cui discendenza proviene la stirpe dei Merovingi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Questa verit\u00e0 viene tenuta segreta da una societ\u00e0, il <\/span><b>Priorato di Sion<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, della quale fanno parte grandi maestri come Botticelli, Newton e Leonardo stesso, il quale codific\u00f2 questo segreto nel dipinto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Infatti il Santo Graal non sarebbe una coppa, ma un membro del Sang Real cio\u00e8 Maria Maddalena.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel dipinto, il volto di san Giovanni ha fattezze femminili e quindi viene indicato da Brown proprio nella Maddalena che nella sua posizione rispetto a Cristo forma una V che appunto si riconduce al calice e anche alla simbologia femminile della maternit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Diverse sono le<\/span><b> interpretazioni <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">relative ai misteri del dipinto, di certo quella di Brown ha suscitato notevole eco grazie ovviamente al celebre romanzo e al relativo film.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Lo staff di <\/span><b>Milan in Tour <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00e8 orientato a svolgere la propria professione con passione e talento turistico, cercando di soddisfare le vostre aspettative e di presentarvi al meglio le numerose bellezze della citt\u00e0.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La nostra filosofia \u00e8 quella di rendere il vostro viaggio un\u2019esperienza indimenticabile: vogliamo trasmettere la cultura della nostra citt\u00e0, del nostro Paese non solo attraverso nozioni e date, ma anche con la scoperta di luoghi nascosti e storie mai raccontate.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Prenota adesso il tuo tour<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\n[\/et_pb_text][et_pb_button button_url=&#8221;https:\/\/www.milanintour.com\/contacts\/&#8221; button_text=&#8221;Da qui&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_button][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Considerata una tra le pi\u00f9 belle chiese d\u2019Italia e punto di riferimento obbligatorio dell\u2019architettura rinascimentale milanese, la chiesa di Santa Maria delle Grazie \u00e8 legata al nome di Leonardo da Vinci e a quello di Donato Bramante. 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Vittore al Corpo di Milano.<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 classificata come <\/span><b>patrimonio dell'umanit\u00e0 dell'Unesco<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, insieme al Cenacolo di Leonardo da Vinci, che si trova nel refettorio del convento.<\/span><\/p><h2><span style=\"font-weight: 400;\">Santa Maria delle Grazie: storia e origini<\/span><\/h2><p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel 1463 il duca di Milano Francesco I Sforza decise di far costruire, su progetto di Guininforte Solari, un convento domenicano e una chiesa sul terreno donato dal conte Gaspare Vimercati (capitano delle truppe di Francesco Sforza) ai domenicani, nel luogo dove si trovava una piccola cappella dedicata della Madonna delle Grazie, dalle forme originariamente gotico-lombarde, che viene quindi inglobata nella chiesa.<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">La chiesa fu quindi concepita in <\/span><b>stile gotico lombardo<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> con la facciata a capanna, gli oculi, le monofore e l\u2019utilizzo del mattone tipico locale, realizzato con sabbia di fiume e argilla, cotto in fornace.<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">Negli anni 80 del 1400 il duca\u00a0 Ludovico il Moro Sforza decide di trasformare la chiesa nel mausoleo di famiglia, seguendo il nuovo stile rinascimentale fiorentino.\u00a0<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">Grazie all\u2019amicizia tra gli Sforza a Milano e i Medici a Firenze, due grandi artisti arrivano quindi a Milano, Donato Bramante quale architetto e Leonardo da Vinci quale ingegnere. Si apre cos\u00ec un momento magico della storia dell\u2019arte e del costume milanese che ancora oggi si racconta con emozione.<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel 1492 Bramante, avvia la costruzione della nuova tribuna con la grandiosa cupola, ricoperta dal tiburio,\u00a0 seguita dalla sagrestia vecchia e dal chiostro piccolo, e pi\u00f9 tardi dalla sagrestia nuova e dal chiostro grande.<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">Mentre nel 1495 a Leonardo, e all\u2019artista Donato Montorfano, viene affidato l\u2019incarico per la realizzazione degli affreschi sulle pareti del refettorio dei monaci: Leonardo sceglie di rappresentare <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">l\u2019Ultima Cena<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> mentre il Montorfano sceglie la <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Crocifissione<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, quindi rispettivamente l\u2019inizio e la fine della Passione di Cristo. Ecco nascere il <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Cenacolo<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">.<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">Il Moro decise di fare delle Grazie il <\/span><b>luogo di sepoltura degli Sforza<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> e secondo le sue indicazioni Cristoforo Solari realizza il coperchio del sepolcro di Ludovico e di sua moglie, Beatrice d\u2019Este, da collocare al centro del coro.<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">Beatrice muore nel 1497 e viene qui sepolta, ma il programma del Moro non \u00e8 portato a termine, perch\u00e9 il suo ducato cade due anni dopo. I lavori si fermano, ma vengono comunque completati e si salvano la tribuna, la sagrestia e l\u2019Ultima Cena, terminata nel 1498.<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">Il monumento funebre di Ludovico il Moro e sua moglie Beatrice d\u2019Este \u00e8 conservato alla Certosa di Pavia.<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">Dal 1553 al 1778 il convento divenne <\/span><b>sede del tribunale dell\u2019Inquisizione<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> e successivamente, dopo le distruzioni napoleoniche, vi prese posto una caserma.<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel 1934-37 tutto l\u2019edificio fu consolidato e restaurato sotto la direzione di Piero Portaluppi ma i bombardamenti del\u00a0 15 agosto 1943\u00a0 colpirono il retro della chiesa e il convento: si salvarono solo pochi muri, tra cui fortunatamente quello che ospitava il Cenacolo e quello della Crocifissione.<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">Nonostante le terribili devastazioni subite, la chiesa \u00e8 potuta tornare all\u2019antico splendore grazie all\u2019intraprendenza e allo spirito di iniziativa dei milanesi, il cui impegno ha consentito il recupero delle preziose opere d\u2019arte conservate nella chiesa, divenuta oggetto di tutela dell\u2019UNESCO.<\/span><\/p><h2><span style=\"font-weight: 400;\">Santa Maria delle Grazie: architettura e struttura<\/span><\/h2><p><span style=\"font-weight: 400;\">Su un\u2019ampia piazzetta si apre la chiesa che consta di <\/span><b>due organismi distinti<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">:<\/span><\/p><ul><li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">un <\/span><b>corpo anteriore<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> del Solari, di stile romanico-gotico<\/span><\/li><li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">la retrostante <\/span><b>tribuna <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">del Bramante.<\/span><\/li><\/ul><h3><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019esterno<\/span><\/h3><p><span style=\"font-weight: 400;\">Molto interessante per il visitatore \u00e8 proprio ammirare la <\/span><b>variet\u00e0 stilistica del rivestimento esterno<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, caratterizzato dal tipico gotico lombardo per la facciata e il corpo,\u00a0 e\u00a0 con una variet\u00e0 di elementi rinascimentali (ordini sovrapposti, loggette, trabeazioni, moduli quadrangolari) per la parte absidale con la tribuna Bramantesca.<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">Una <\/span><b>fusione armonica delle varie parti dell\u2019edificio<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">: uno sviluppo grandioso dello spazio interno e un effetto monumentale di quello esterno.<\/span><\/p><h3><span style=\"font-weight: 400;\">La Sacrestia Vecchia<\/span><\/h3><p><span style=\"font-weight: 400;\">Dalla parte posteriore esterna della chiesa, oppure dall\u2019interno dopo la visita alla splendida tribuna Bramantesca e il coro ligneo, si accede al chiostro piccolo, detto delle rane, per la celebre fontana posta al centro, luogo di meditazione e silenzio per i monaci e\u00a0 di grande impatto per il visitatore che ammira da sempre l\u2019opera del Bramante.<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">Dal chiostro si apre il portale d\u2019ingresso della sagrestia, spesso chiusa ai visitatori: un portone a battenti lignei sormontato da una lunetta monocroma del Bramantino raffigurante la Madonna col Bambino tra i Ss. Giacomo e Luigi IX di Francia, purtroppo ormai in condizioni pi\u00f9 che precarie.\u00a0<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">Entrando ci si trova in un vano rettangolare con abside semicircolare. Sono bellissime le due lunghe file di<\/span><b> armadi<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> lignei quattrocenteschi dedicati a custodire gli<\/span><b> arredi sacri<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> che ricoprono senza interruzione la base delle due pareti maggiori.<\/span><\/p><h3><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019interno<\/span><\/h3><p><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019interno a <\/span><b>tre navate<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> (63 metri di lunghezza per 30 di larghezza) con una copertura a volte a crociera con costoloni, presenta 14\u00a0 cappelle laterali a pianta quadrata; suggestive decorazioni a graffito adornano le volte a crociera con le figure dei santi domenicani.<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">In fondo a sinistra si trova la cappella di preghiera originale, dedicata a santa Maria delle Grazie e inglobata all\u2019inizio della costruzione della chiesa.<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">Nella lunetta corrispondente all\u2019ingresso della cappella si trova una grande composizione a stucco, Madonna del Rosario con S. Domenico, S. Caterina e devoti (1632) che indica e ricorda il luogo principale da cui origina tutto il complesso architettonico. Sulla lunetta possiamo ammirare una tela del Cerano del 1631 raffigurante la Madonna delle Grazie che libera Milano dalla peste. All\u2019interno della cappella, sul suo altare seicentesco \u00e8 posta una tavola pre-leonardesca raffigurante la Madonna delle Grazie, la Vergine che accoglie sotto il manto la famiglia del conte Vimercati, di scuola lombarda del \u2018400.<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">E proprio in questo punto si apre la tribuna Bramantesca.<\/span><\/p><h3><span style=\"font-weight: 400;\">La Tribuna Bramantesca<\/span><\/h3><p><span style=\"font-weight: 400;\">Questo straordinario spazio, costruito sul <\/span><b>modulo del cerchio inscritto nel quadrato<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, <\/span><b>inscritto nell\u2019ottagono<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, richiama i grandi valori classici e l\u2019origine della cristianit\u00e0. Pur inserendosi armoniosamente nell\u2019intero organismo della chiesa, si distacca in modo netto e preciso dallo stile prettamente gotico delle navate, senza transetto, e trasmette ancora oggi una forte emozione al visitatore.<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">Bramante concepisce la tribuna come uno <\/span><b>spazio cubico<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, delimitato da quattro poderosi archi a tutto sesto, decorati a graffito e culminanti con una grande <\/span><b>cupola emisferica<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, la prima cupola rinascimentale a MIlano.<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">Ai quattro lati in alto sono raffigurati, nei tondi, i <\/span><b>Quattro Dottori della Chiesa<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">:\u00a0 sant\u2019Ambrogio e sant\u2019Agostino con la Mitra, il papa Gregorio Magno con la Tiara e san Gerolamo con il Pastorale.<\/span><\/p><h3><span style=\"font-weight: 400;\">Il Coro<\/span><\/h3><p><span style=\"font-weight: 400;\">La tribuna ci regala <\/span><b>uno dei pi\u00f9 bei cori lignei a intarsio del rinascimento<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">.<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">Sulle pareti del coro\u00a0 sono raffigurate sei grandi figure di Santi domenicani a intarsio: a sinistra S. Domenico e S. Giovanni Battista; accanto da solo S. Pietro Martire. A destra S. Tommaso d\u2019Aquino e S. Paolo; da solo Vincenzo Ferreri. Tramite una porticina usciamo nel chiostrino delle rane.<\/span><\/p><h2><span style=\"font-weight: 400;\">Il Cenacolo di Leonardo<\/span><\/h2><p><span style=\"font-weight: 400;\">A sinistra della facciata, si accede allo spazio originale del refettorio, dove \u00e8 possibile ammirare la celebre \u201c<\/span><b><i>L\u2019Ultima Cena<\/i><\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u201d conosciuta anche come \u201cIl Cenacolo\u201d di Leonardo, iniziata nel 1495 e terminata nel 1498 di grandi dimensioni (altezza 4.60 metri \u2013 lunghezza 8.80 metri) e impatto emotivo.<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">Il dipinto fu realizzato da Leonardo su commissione di Ludovico il Moro per il <\/span><b>refettorio del convento della chiesa dominicana<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">.<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019episodio evangelico \u00e8 rappresentato nel momento drammatico in cui il Cristo, riunito con i discepoli per festeggiare la Pasqua ebraica, annuncia: \u201cuno di voi mi tradir\u00e0\u201d. Da qui, i moti dell\u2019animo dei discepoli, le splendide espressioni dei volti, il movimento dei corpi e delle mani che sembrano vibrare agli occhi del visitatore coinvolgendolo nell'attimo eterno.\u00a0<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">Diversamente dalla tradizione che vede Ges\u00f9 circondato dai discepoli, l\u2019artista sceglie di rappresentare Ges\u00f9 al centro della scena, dietro alla tavola rettangolare con la tovaglia bianca, simbolo di purezza, il pane e il pesce,\u00a0 simboli di cristianit\u00e0, mentre intorno si agitano gli apostoli, raggruppati in 4 gruppi da 3.<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">La figura di Cristo\u00a0 ha il capo reclinato, gli occhi socchiusi e la bocca appena socchiusa, come se avesse appena finito di pronunciare la fatidica frase, in un gesto di quieta rassegnazione e costituisce l\u2019asse centrale della scena compositiva.<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">Vediamo gli apostoli, da sinistra a destra,\u00a0 brevemente nel dettaglio:<\/span><\/p><ul><li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">Primo gruppo : Bartolomeo, Giacomo il giovane, Andrea con le mani alzate in segno di negazione personale al tradimento annunciato<\/span><\/li><\/ul><ul><li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">Secondo gruppo: Giuda, Pietro e Giovanni Evangelista; Pietro impugna un coltello nella mano destra e, chinandosi impetuosamente in avanti, con l\u2019altra mano si appoggia sulla spalla di\u00a0 Giovanni chiedendogli \"D\u00ec, chi \u00e8 colui a cui si riferisce?\" (Gv. 13,24)\u00a0<\/span><\/li><\/ul><p><b>Giuda<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, davanti a lui, stringe la borsa con i soldi (\"tenendo Giuda la cassa\" si legge in Gv. 13,29), indietreggia con aria colpevole e nell\u2019agitazione rovescia la saliera. Giovanni evangelista, il pi\u00f9 giovane degli apostoli con capo chinato ascolta Pietro<\/span><\/p><ul><li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">Ges\u00f9 al centro<\/span><\/li><li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">Terzo gruppo: Giacomo il Maggiore con le braccia aperte in segno di incredulit\u00e0, Tommaso con il dito alzato verso il cielo, Filippo porta le mani al petto, protestando la sua devozione e la sua innocenza.<\/span><\/li><li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">Quarto gruppo: Matteo, Taddeo e Simone lo Zelota che esprimono con gesti concitati il loro smarrimento e la loro incredulit\u00e0 a ci\u00f2 che hanno appena sentito.<\/span><\/li><\/ul><p>\u00a0<\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">Da non dimenticare:\u00a0 le tre finestre che lasciano intravedere\u00a0 la luce del tramonto, richiamo alla trinit\u00e0,\u00a0 e il paesaggio, il contatto con il divino, l\u2019apertura ad una nuova visione del rapporto tra essere umano e natura, tipico del rinascimento.<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">Attraverso gli espedienti prospettici dipinti da Leonardo (la quadratura del pavimento, il soffitto a cassettoni, le pareti laterali) si ottiene l\u2019effetto prospettico al massimo della perfezione ed estremamente coinvolgente per il visitatore. Leonardo fissa il punto di fuga con un chiodo, ritrovato dal team di restauro, proprio sulla fronte di Ges\u00f9.<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">Un altro elemento\u00a0 importante \u00e8 la porta, ora murata, che dava accesso alla cucina; proprio i vapori della cucina furono l\u2019inizio del deterioramento del dipinto, per il quale furono resi necessari numerosi interventi di restauro culminati nell\u2019eccellenza del lavoro del team di Pinin Brambilla Barcilon durato 20 anni dal 1979 al 1999, che ci restituisce oggi la bellezza del pensiero leonardesco.\u00a0<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019Ultima Cena si colloca <\/span><b>tra le opere d\u2019arte pi\u00f9 importanti di tutti i tempi<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, sia per la sua carica innovativa che per l\u2019impatto che ebbe sugli artisti di tutte le epoche. Leonardo intendeva appunto rappresentare i \u201cmoti dell\u2019animo\u201d degli apostoli sorpresi e sconcertati all\u2019annuncio dell\u2019imminente tradimento di uno di loro.<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">Da subito l\u2019opera suscit\u00f2 ammirazione, al punto che Ludovico regal\u00f2 a Leonardo la vigna per la coltivazione del vino Malvasia, oggi ritrovata nel Palazzo degli Atellani, laterale alla chiesa.\u00a0<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">Necessario sapere che Leonardo, intenzionato a sperimentare nuove tecniche, non dipinse a \u201cbuon fresco\u201d,tecnica dell\u2019affresco, normalmente utilizzata per la pittura sul muro, ma semplicemente tempera mista ad olio posta sull\u2019intonaco asciutto, rendendo cos\u00ec possibile allungare i tempi dell\u2019esecuzione, creando splendide sfumature e giochi di luci e ombre estremamente delicati.<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">Nella parete di fronte si nota l\u2019affresco della<\/span><b> \u201cCrocifissione\u201d<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, firmata da Giovanni Donato Montorfano (1495-97), sotto la quale Leonardo dipinse i ritratti dei duchi con i figli (Ludovico, Beatrice, Massimiliano e Francesco II) oggi scomparsi. La scena si svolge\u00a0 Gerusalemme e presenta la croce di Ges\u00f9 al centro con i 2 ladroni. Qui sono ben evidenti: al centro, la Maddalena piangente che abbraccia la croce di Ges\u00f9, in basso a destra\u00a0 i soldati che giocano ai dadi il mantello di Ges\u00f9, e in basso a sinistra lo svenimento di Maria, inoltre i due ladroni crocifissi.<\/span><\/p><h3><span style=\"font-weight: 400;\">La visione di Dan Brown<\/span><\/h3><p><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019autore del libro \u201c<\/span><b>Il Codice da Vinci<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u201d parte dal presupposto che Maddalena non fosse una prostituta, ma la compagna di Ges\u00f9 dal quale ebbe una figlia dalla cui discendenza proviene la stirpe dei Merovingi.<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">Questa verit\u00e0 viene tenuta segreta da una societ\u00e0, il <\/span><b>Priorato di Sion<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, della quale fanno parte grandi maestri come Botticelli, Newton e Leonardo stesso, il quale codific\u00f2 questo segreto nel dipinto.<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">Infatti il Santo Graal non sarebbe una coppa, ma un membro del Sang Real cio\u00e8 Maria Maddalena.<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel dipinto, il volto di san Giovanni ha fattezze femminili e quindi viene indicato da Brown proprio nella Maddalena che nella sua posizione rispetto a Cristo forma una V che appunto si riconduce al calice e anche alla simbologia femminile della maternit\u00e0.<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">Diverse sono le<\/span><b> interpretazioni <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">relative ai misteri del dipinto, di certo quella di Brown ha suscitato notevole eco grazie ovviamente al celebre romanzo e al relativo film.<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">Lo staff di <\/span><b>Milan in Tour <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00e8 orientato a svolgere la propria professione con passione e talento turistico, cercando di soddisfare le vostre aspettative e di presentarvi al meglio le numerose bellezze della citt\u00e0.\u00a0<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">La nostra filosofia \u00e8 quella di rendere il vostro viaggio un\u2019esperienza indimenticabile: vogliamo trasmettere la cultura della nostra citt\u00e0, del nostro Paese non solo attraverso nozioni e date, ma anche con la scoperta di luoghi nascosti e storie mai raccontate.<\/span><\/p><p>\u00a0<\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">Prenota adesso il tuo tour<\/span><\/p><p>\u00a0<\/p>","_et_gb_content_width":"","footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"class_list":["post-3917","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - 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